Rifiuti in Campania, un altro piano è possibile
9 novembre 2010
Sarà presentato il 12 novembre a Marano nella sede del consiglio comunale il piano alternativo per la raccolta dei rifiuti in Campania ideato e studiato dai comitati no alle discariche. Lo hanno annunciato oggi i rappresentanti dei Comitati scesi in piazza a Napoli per protestare contro il piano del Governo e della Provincia per uscire dall’attuale emergenza rifiuti in cui si trovano Napoli e i Comuni vicini. “Dopo 15 anni di insuccessi è ora di dare spazio ad alternative – dice Antonio Musella del Comitato di Chiaiano – il nostro piano prevede il trattamento a freddo dei rifiuti e non gli inceneritori”. “Sta infatti per essere inaugurato a Benevento un impianto chiamato TMB, trattamento meccanico biologico dei rifiuti – aggiunge Musella – una tecnologia che tratta a freddo i rifiuti indifferenziati oppure avanzati dalla raccolta differenziata. Un enorme passo avanti per la regione”.
Ma al centro delle richieste dei Comitati non c’é solo la chiusura delle discariche ma anche la raccolta differenziata e la speranza che anche gli abitanti della città di Napoli scendano per le strade a protestare. “Non capisco perché i napoletani non vengano qui a protestare con noi – dice Alex Zanotelli, padre comboniano da tempo vicino ai Comitati in difesa della salute pubblica – è un problema anche loro, cosa aspettano che il bubbone gli esploda in faccia?”. “Noi diciamo che l’unica soluzione è la raccolta differenziata porta a porta – aggiunge – darebbe lavoro a tanti giovani, e il 30% dei nostri rifiuti tornerebbe alla terra come compost. Non possiamo barattare la salute e fare arricchire quattro industriali già ricchi che non hanno interesse nel ridurre la produzione di rifiuti. Questa è una lotta di tutte le province contro la legge 123 e un piano regionale incapace di farci uscire dall’emergenza”. Intanto la città è sommersa dai rifiuti. Proprio alle spalle della sede della Provincia di Napoli, a pochi metri dai manifestanti e nelle vie adiacenti ci sono vere e proprie montagne di spazzatura non rimossa.
[Fonte: La Voce dell'Emergenza]
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