Napoli, procedura di infrazione Ue

30 settembre 2011

La Ue apre una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia: l’emergenza rifiuti a Napoli non si placa. La Commissione Europea ha detto si. Ed è un pronunciamento che non piace affatto all’Italia. Per la giornata di ieri era infatti atteso il verdetto dei Commissari Ue che dovevano pronunciarsi in merito all’apertura di nuova procedura di infrazione di una norma europea del Trattato comunitario contro il nostro Paese per la questione dei rifiuti a Napoli. La procedura è stata avviata; si tratta della seconda, dopo quella del 2007. Tre anni dopo, nel marzo del 2010, l’Italia era stata condannata dalla Corte di Giustizia europea per non essere riuscita a creare una rete di impianti di trattamento necessaria per smaltire i rifiuti in condizioni di sicurezza per l’ambiente e per la salute pubblica.

“La regione Campania manca ancora di un’adeguata rete di installazioni per lo smaltimento dei rifiuti”; ed ancora: “esistono problemi ricorrenti nella raccolta e gestione dei rifiuti a Napoli e in diversi altri Comuni della Campania, e circa 6 tonnellate di vecchie balle si trovano ancora in depositi temporanei”. È quanto recita un comunicato dalla Ue, reso noto dalla Reuters. Ed ora? A questo punto ci sono due mesi di tempo per mettersi in regola con la normativa e fornire una celere risposta con adeguate giustificazioni. Pena il ripetersi della condanna davanti alla Corte di Giustizia e la probabile imposizione di sanzioni pecuniarie, il cui importo sarebbe commisurato alla gravità dell’infrazione, alla sua durata ed alla necessità di evitare il ripetersi della situazione. Reagire in fretta dunque: per evitare ulteriori condanne e multe, sì; per riabilitarci agli occhi dell’Europa, sì; ma anche, anzi soprattutto, per difendere il decoro e la vivibilità delle nostre città.

[articolo di Francesco Di Giorgio, tratto da YesLife]

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