Discariche in Trentino, inchiesta Vanguard
27 gennaio 2010
Trentino: nel dicembre 2008 scoppia lo scandalo sulla gestione illegale di alcune discariche. La vicenda, ignorata dai media nazionali, pone il problema delle responsabilità. Soprattutto fa emergere una verità inquietante. All’inizio tutto ruota intorno a due aziende: “Ripristini Valsugana” e “Sativa”. L’operazione viene battezzata “Tridentum” e porta in carcere 8 persone. La cava di Monte Zaccòn per decenni ha fornito pietrisco a mezza Italia. Esaurita questa sua funzione, viene destinata a cava di ripristino: inerti e determinati materiali possono essere conferiti per riempire la voragine e ricreare artificialmente la struttura della montagna. Invece qualcuno intravede l’affare e, pagato dalla Provincia per ripristinare monte Zaccòn, utilizza la cava come discarica di materiali inquinanti, che andrebbero smaltiti a livello industriale. L’ingegner Gosetti, legale rappresentante della Ripristini Valsugana, stava mettendo in piedi un vero e proprio “sistema”. Affari, conoscenze, favori, connivenze. Non solo discariche ma anche i laboratori di analisi, i trasporti, la compravendita di rifiuti.
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