Inchiesta su traffico illecito di rifiuti, indagato Steno Marcegaglia

10 febbraio 2010

Hanno ‘ripulito’ rifiuti speciali e pericolosi con false certificazioni sversandoli in discariche e siti non attrezzati in mezza Italia. Tra i clienti avevano nomi grossi: Lucchini, Marcegaglia, Procter&Gamble. In due diverse operazioni condotte dai Carabinieri del Noe, i militari sono risaliti a due società, autonome l’una dall’altra, che muovevano i fili: una con sede a Scarlino (Grosseto), l’altra nella zona industriale di Lanciano (Chieti). Complessivamente sono state arrestate 23 persone. Altre 61 sono indagate, tra cui il patron del gruppo Marcegaglia, Steno in quanto presidente del gruppo. Tra le accuse agli arrestati c’é anche l’associazione per delinquere.

Il sistema era lo stesso: attraverso l’illecita miscelazione dei rifiuti, simulando operazioni di selezione, trattamento e recupero con la falsificazione dei documenti analitici e di trasporto, per anni sarebbero stati illecitamente smaltiti rifiuti in siti gestiti da titolari compiacenti. In Toscana, l’operazione (denominata ‘Golden Rubbish’, immondizia d’oro) ha portato a 15 arresti. Tutto è partito indagando su un incidente sul lavoro in cui, a Scarlino, il 26 giugno 2009, morì un operaio e un altro rimase gravemente ustionato. L’incidente avvenne nell’impianto dell’Agrideco, una società di intermediazione. A Scarlino l’impianto era autorizzato per il trattamento di rifiuti non pericolosi ma dall’indagine è emerso che la società nel proprio impianto gestiva illecitamente anche rifiuti pericolosi, tra i quali grossi quantitativi di bombolette spray che risultarono rifiuti della Procter & Gamble. L’incidente avvenne a causa della triturazione non corretta di circa 100 tonnellate di bombolette che provocò la fuoriuscita dei gas e una forte deflagrazione. Indagando sull’Agrideco i militari del Noe sono risaliti ai suoi clienti e in particolare alla Lucchini e al gruppo Marcegaglia per conto dei quali smaltiva rifiuti di vario genere. Il loro sistema permetteva di smaltire fino a 500 mila tonnellate di rifiuti l’anno. Per i maremmani, il giro d’affari era di 30 milioni di euro l’anno. Sei degli arrestati e finiti in carcere sono i vertici dell’Agrideco tra cui il presidente del cda Stefano Rosi e il suo vice Luca Tronconi. Dovranno rispondere anche di omicidio colposo per la morte dell’ operaio a Scarlino. Gli altri arrestati, tutti ai domiciliari, sono quattro riconducibili al gruppo Marcegaglia tra cui l’ex direttore di un’industria siderurgica di Ravenna, Mauro Bragagni, tre della Lucchini tra cui il direttore dello stabilimento siderugico di Servola, Francesco Rosato, due responsabili di un sito di smaltimento finale di Sativa di Sardagna a Trento e un tecnico di un laboratorio di Bergamo.

Per il gruppo Marcegaglia, in particolare, l’Agrideco smaltiva terriccio industriale contaminato, secondo le accuse, da mercurio proveniente dallo stabilimento di Ravenna attraverso false certificazioni realizzate in un laboratorio di Mantova, il Made Hse, appartenente allo stesso gruppo Marcegaglia. Il laboratorio è stato posto sotto sequestro. Per gestire il sistema di trasporto dei rifiuti, alcuni dei quali scaricati anche in un sito nel paese di Arrigo Sacchi, Fusignano, l’Agrideco si serviva di una serie di ditte campane che mettevano a disposizione fino a 800 grossi camion capaci di trasportare fino a 100 tonnellate al giorno in due viaggi.In Abruzzo l’operazione è stata denominata ‘Spiderman’. Otto le persone arrestate. Fulcro delle attività illecite era un impianto di stoccaggio e selezione rifiuti operante nella zona industriale di Lanciano, regolarmente autorizzato alla gestione rifiuti dove, dichiarando che i rifiuti da loro gestiti e trattati provenivano da attività di selezione automatica, tecnologia di cui la ditta non dispone, ottenevano un forte sconto sull’applicazione dell’ecotassa regionale, per 500.000 euro circa. In Abruzzo è stata inoltre riscontrata la complicità di appartenenti alla polizia provinciale che rilasciavano attestazioni di comodo. Il traffico accertato è stato stimato in circa 80.000 tonnellate nei soli conferimenti verso le due discariche, con un lucro per l’organizzazione non inferiore ai tre milioni di euro. Elogio per l’operazione è stato espresso dal ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo che ha sottolineato quanto ora sia “opportuno” il varo del sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali, Sistri, “per combattere le ecomafie”.

[Fonte: Ansa, scheda di Martino Iannone]

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