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Posts Tagged ‘rifiuti speciali’

Traffici illeciti: sequestrati 11 container nel Porto di Napoli

6 settembre 2010

I Finanzieri del Comando provinciale di Napoli ed i funzionari dell’Agenzia delle Dogane hanno posto sotto sequestro 11 container di proprietà di una società campana, destinati illecitamente ad un cementificio ubicato in Malesia. Il carico illegale è stato stimato in circa 300mila chilogrammi di rifiuti speciali che, per legge, dovevano essere invece trattati per il recupero. La normativa su gestione, raccolta e smaltimento di rifiuti speciali o pericolosi impone obblighi molto severi agli operatori del settore, prescrivendo limiti precisi al trattamento, al commercio degli stessi e vincolando l’esercizio di tali attività al rilascio di specifiche autorizzazioni degli organi competenti.

In questo caso la società, pur non disponendo delle necessarie autorizzazioni – tentando di sottrarsi ai controlli doganali – aveva intenzione di esportare illegalmente pneumatici usati al fine di aumentare illecitamente il volume delle vendite eludendo la vigente normativa di settore, perseguendo così notevoli profitti illeciti. Il rappresentante legale è stato denunciato a piede libero all’Autorità Giudiziaria per attività di gestione rifiuti non autorizzata, nonchè traffico illecito di rifiuti in violazione delle norme previste dal D.lgs. 152/06.

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Sequestrate 45 tonnellate di rifiuti diretti in Ghana, Somalia ed Egitto

6 settembre 2010

Rifiuti verso l’Africa. I funzionari del Servizio Antifrode della Dogana di Gioia Tauro hanno sequestrato – con la collaborazione dei militari della Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Reggio Calabria e con il supporto tecnico dell’A.R.P.A.Cal. di Reggio Calabria -, in tre distinte operazioni, oltre 45 tonnellate di rifiuti provenienti da aziende di autodemolizione e destinati al Ghana, alla Somalia e all’Egitto. Il carico, dichiarato come “parti usate di ricambio per auto”, per aggirare gli obblighi in materia di spedizione di rifiuti, era nascosto in 4 container. Gli autori delle violazioni sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per traffico illecito di rifiuti.

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Allarme rifiuti speciali a Casapesenna

17 giugno 2010

Il Circolo di Legambiente Casapesenna denuncia le centenaia di microdiscariche, ancora presenti nelle zone rurali a sud del piccolo centro dell’agro aversano, problema ambientale che minaccia il nostro territorio e la salute di tutti i cittadini. Le nostre campagne, infatti, si stanno drammaticamente riempiendo di rifiuti speciali pericolosi, e stanno diventando sempre più spesso delle vere e proprie discariche a cielo aperto.

E’ sufficiente farsi un giro in bicicletta, o una corsa tra i sentieri periferici del nostro paese, per rendersi conto di questo inaudito scempio ambientale. Tra scorci dei caratteristici filari di vite del locale vino asprinio e tra pescheti , meleti, e serre di fragole, è ormai frequente osservare rifiuti di ogni genere: bidoni in plastica e in metallo, vecchi arredamenti casalinghi, apparecchiature elettroniche, materiali di risulta di cantieri, pneumatici fuori uso e soprattutto il pericolosissimo amianto sottoforma di ondulati di eternit. Tutto questo è davvero inconcepibile!!! E noi, caro Signor Sindaco, ci rivolgiamo a Lei perché per la legge rappresenta il tutore della salute per eccellenza, e non può quindi tollerare che si continui a perpetrare questa offesa alla nostra terra, al nostro territorio e alla nostra salute. Terra che è stata ed è simbolo di vita, di storia, di tradizione e di cultura, e che deve essere difesa e valorizzata a tutti i costi. Ieri il gruppo ha rifatto un nuovo servizio fotografico e video, che ha breve trasmetterà anche a Legambiente Campania, e a tutti gli organi competenti. Pasquale Cirillo presidente del locale Circolo, con una delegazione del gruppo composto da Ernesto Piccolo, Gennaro Verazzo, Giuseppe Zagaria, Ercole Zara hanno riferito qualche giorno fà ,della preoccupante situazione, al direttore regionale di Legambiente Campania il dott.Raffaele Del Giudice. [Fonte: Caserta News]

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Ferrandina, autorizzata discarica di rifiuti speciali pericolosi

19 maggio 2010

47.000 metri quadrati di superficie, oltre 350.000 metri cubi di rifiuti in frazioni di 40.000 metri cubi all’anno per 8 anni: sono questi i numeri della discarica di rifiuti speciali pericolosi (ex 2C), prevista in località Venita del Comune di Ferrandina, in provincia di Matera, che con decreto del 22 aprile 2010 ha ottenuto giudizio favorevole di compatibilità ambientale dal ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, in accordo con il ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Il progetto di questa ennesima discarica – che incide su un’area della Basilicata già fortemente inquinata e compromessa – è stato proposto dalla Basento Ambiente S.r.l. – società appartenente al Gruppo Iulia, titolare del 20% della IAE, compartecipata dalla francese Veolia, multinazionale che – è bene ricordarlo – detiene quote del 20% in Tecnoparco, la “fabbrica dei rifiuti” della Val Basento, unitamente alla Finpar S.p.A. (20%), a Sorgenia S.p.A. (20%) e al Consorzio per lo sviluppo industriale della provincia di Matera (40%). Un sistema di S.r.l. ed S.p.A., di piccole società e multinazionali già denunciato con l’inchiesta Rifiuti Connection e dalla nostra Organizzazione.

La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) continua a considerare l’approvazione a iosa di ampliamenti e discariche di rifiuti speciali come la prova tangibile del fallimento regionale sulla gestione dei rifiuti, che il presidente della giunta, Vito De Filippo, continua a giustificare ed elogiare, così come fatto nelle ultime ore davanti alla commissione rifiuti sulle “ecomafie”, imputando ai cittadini e ai comuni poco virtuosi le responsabilità di una situazione concepita a tutto vantaggio degli interessi privati, delle famiglie e delle corporazioni.

La discarica di rifiuti speciali che sorgerà in località Venita, non prevista assolutamente dal Piano Provinciale dei Rifiuti il cui stralcio è stato tra l’altro bocciato dalla Regione, oltre a rifiuti pericolosi di tutti i tipi, unitamente a “rifiuti non specificati altrimenti nell’elenco”, sarà in grado di ricevere ed ospitare sostanze altamente tossiche e chimiche. Ovvero rifiuti pericolosi di provenienza anche extraregionale. Un progetto che – oltre all’importante diffida dell’Associazione Ambiente e Legalità Onlus di Ferrandina e al no dello stesso Comune di Ferrandina, pur se con osservazioni inviate fuori tempo massimo – presenta gravi criticità per il territorio e per la salute dei cittadini, non ultima la violazione di un vincolo idrogeologico da tempo esistente sull’area, che oggi si vuole compensare con il rifacimento della facciata della Chiesa del Purgatorio di Ferrandina.

Secondo la OLA, ancora una volta, sono le chiese della Basilicata ad essere abbassate a simboli di loschi affari, in cambio di “veleni chimici” regionali ed extraregionali. Un patto tra poteri nazionali (ministeri) e locali (multinazionali e impenditoria), con la regione nel ruolo di “Ponzio Pilato”. Per di più ad aver pagato e pagare il rifacimento della facciata non sarà la Basento Ambiente S.r.l. ma l’Unione Europea attraverso fondi reperiti nell’ambito del POR Basilicata 2000-2006 Misura IV.6 Azione C, per un importo totale pari a 200.000 euro, deliberati con atto di giunta n.702 del 14/04/2010 e pubblicato sul BUR Basilicata n.20 del 16/05/2010. E’ proprio il caso di dirlo, una compensazione di facciata.

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Quarto, rifiuti speciali abbandonati a ridosso delle cave

18 maggio 2010

Rifiuti speciali provenienti dall’Asl abbandonati a ridosso delle cave di via Spinelli a Quarto. A far emergere l’ennesimo sfregio ambientale compiuto ai danni del territorio quartese è stato un controllo predisposto dall’assessore all’ambiente Raffaella Iovine, che ieri mattina ha eseguito personalmente un sopralluogo lungo
l’area. Uno screening avviato nelle scorse settimane proprio per contrastare l’abbandono indiscriminato dei
rifiuti per le strade cittadine. Un fenomeno che a dispetto della pressante azione di sensibilizzazione ambientale prodotta dalla crisi dei rifiuti del 2008, sembra non conoscere flessioni.

Tra le zone più colpite dall’abbandono criminale di rifiuti di ogni genere e pericolosità, c’è proprio contrada Spinelli, dove sorgono quattro cave di tufo, tre delle quali dismesse. Due delle cave abbandonate sono tuttora sotto sequestro, dopo che alcune inchieste della magistratura napoletana hanno scoperto che in esse venivano stoccati illegalmente rifiuti speciali e pericolosi. È qui che ieri mattina sono stati rinvenuti, abbandonati lungo la strada che conduce alle vecchie cave, diversi cartoni colmi di rifiuti. Contenitori da cui sono emersi anche rifiuti risultati provenienti dal distretto sanitario dell’Asl di Quarto. Tra i rifiuti rinvenuti, infatti, alcuni portano l’indicazione del laboratorio di vaccinazione ospitato nei locali di corso Italia. Si tratta di termometri, ma anche di prodotti utilizzati dal centro vaccinale del distretto.

Tra i rifiuti rinvenuti figurano, inoltre, i resti alimentari provenienti dalla mensa di una scuola elementare della città. Il ritrovamento è stato segnalato alla polizia municipale, oltre che ai vertici della «Quarto multiservizi», la municipalizzata che gestisce i rifiuti in città. È stato proprio l’amministratore delegato della Multiservizi, Claudio Crivaro, a recarsi presso la tenenza dei carabinieri di corso Italia per denunciare il fatto. Una denuncia con la quale si punta a risalire ai responsabili del reato ambientale. Indiziate principali sarebbero, a detta dell’assessore Iovine, le ditte che si occupano del prelievo dei rifiuti per conto dell’Asl e delle scuole cittadine. «Da settimane – dice la responsabile dell’ambiente di Quarto, entrata nella giunta Secone solo di recente – stiamo monitorando il territorio per sanzionare eventuali scarichi abusivi. Abbiamo verificato che qualcuno, probabilmente chi si occupa della pulizia all’interno dei locali dell’Asl e di una scuola elementare, ha sversato in modo illecito scarti provenienti dai laboratori dell’azienda sanitaria e dalla mensa scolastica. Adesso dovranno essere le forze dell’ordine a certificare i responsabili e sanzionare gli abusi».

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Sauro Secone: «Da mesi – ricorda il primo cittadino – stiamo conducendo una battaglia serrata contro chi inquina il territorio. È vergognoso che qualcuno abbia gettato rifiuti speciali in strada. Le uniche note positive sono la prossima apertura dell’isola ecologica nell’ex macello comunale e la raccolta differenziata arrivata al 20 percento». Sul possibile coinvolgimento di una ditta legata all’Asl Napoli 2 Nord, annuncia massima collaborazione il commissario straordinario Alfredo Savarese: «Ritengo l’episodio gravissimo – dice Savarese – e assicuro la massima celerità negli accertamenti». [articolo di Luigi Ciccarelli da Il Mattino del 13 maggio 2010]

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