Rifiuti tossici a Porto Torres, scatta l’allarme ecomafie
17 maggio 2010
L’Isola come trampolino per il passaggio di rifiuti radioattivi dal Continente europeo ai Paesi sottosviluppati dell’Africa. L’allarme arriva da un’informativa riservata dei Servizi segreti italiani. Immediatamente sono scattati i controlli nei porti del nord dell’Isola. La Sardegna come trampolino per il passaggio di rifiuti radioattivi dal Continente europeo ai Paesi sottosviluppati dell’Africa. AISI L’allarme arriva da un’informativa dei Servizi segreti italiani (Aisi), che ha messo in allerta le forze dell’ordine isolane. Immediatamente sono scattate misure di controllo e prevenzione nei porti del nord dell’Isola.
Il monitoraggio dei cargo e delle navi passeggeri in arrivo in Sardegna è iniziato da Porto Torres, dove da qualche giorno i carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Sassari, guidati dal capitano Umberto Rivetti, stanno passando al setaccio ogni spillo che sbarca dai traghetti che approdano nei moli dell’area industriale turritana. Dalla prossima settimana i controlli saranno estesi anche alla Gallura, nei porti di Palau e di Olbia Golfo Aranci. A supporto degli uomini del Noe c’è un piccolo esercito addestrato per ogni evenienza, formato dal Nucleo radiomobile dei carabinieri, pronti a intervenire su strada per bloccare carichi sospetti, il nucleo NBCR (nucleare, biologico, radiologico) dei Vigili del fuoco, e l’ufficio di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera del porto di Porto Torres, coordinato direttamente dal ministero della Sanità. All’arrivo e alla partenza delle navi, i militari del Noe, protetti da tute schermanti e armati di contatori geiger e scanner, controllano persone e mezzi alla ricerca di materiale radioattivo o altre merci e rifiuti pericolosi.
CONTROLLI AL PORTO Se al passaggio di un mezzo il contatore geiger di cui sono dotati i carabinieri tocca la misura di 1000 megabecquerel (il becquerel è l’unità di misura adottata per stimare l’attività radioattiva), scatta l’allarme. Una comunicazione via radio e la pattuglia del Radiomobile blocca il mezzo prima che questo esca dal porto. Vengono controllati documenti e con l’aiuto dello scanner le merci trasportate. Se l’allarme è confermato, entrano in azione i vigili del fuoco del Nbcr e il personale del ministero della Sanità. Finora di tutto questo non c’è stato bisogno: tutti i controlli svolti dai Noe non hanno sollevato sospetti.
[Articolo di Vincenzo Garofalo, tratto da L'Unione Sarda]