La gente si ammala a toccarli. L’esercito Usa sta lasciando in Iraq enormi quantità di rifiuti tossici

17 giugno 2010

Sono partiti per esportare la democrazia occidentale. Ne hanno esportato i sottoprodotti più velenosi. L’esercito Usa sta lasciando dietro di sè in Iraq migliaia e migliaia di tonnellate di rifiuti tossici. Molto tossici. Doveva riportarli in patria e-o sottoporli ad adeguato trattamento. Invece sono finiti nelle discariche locali (dove muoiono persino i topi) o ai cenciaroli iracheni, che si ammalano a toccarli. Lo ha scoperto il Times.

Il quotidiano britannico scrive che aziende private collegate alle basi americane sono accusate di aver mescolato i rifiuti tossici a quelli ordinari, e di aver consegnato il tutto agli iracheni. Un fatto comunque è certo: quando gli iracheni vengono a contatto con quella roba si sentono male. Tossiscono, si coprono di irritazioni cutanee e di vesciche. Hanno imparato sulla loro pelle a toccarla il meno possibile. Di conseguenza – ha detto al Times uno di loro – il materiale pericoloso viene sotterrato in qualche luogo lontano. Così, senza tanti complimento. Un regalo tossico ai posteri. Del resto, la gente del posto che altro può fare? E poi ci sono i rifiuti militari semplicemente abbandonati in giro. Il Times parla di grandi cimiteri a cielo aperto di materiale americano di tipo, diciamo, parabellico attorno alle strade che da Baghdad portano a Fallujah e Mosul: bidoni di acido e di olio per motori, bombole di gas, fusti metallici arruggini pieni di non si sa bene cosa. Le etichette dei contenitori, quando ci sono, avvertono: pericoloso, corrosivo, infiammabile, tenere fuori dalla portata dei bambini. Il governo iracheno ha promesso un’indagine. Il Pentagono ha detto al Times che si farà carico del problema.

Il Times non ha quantificato con precisione i sottoprodotti dell’occupazione americana che necessitano di adeguato smaltimento: fa riferimento ad un documento ufficiale del 2009 che parla di circa 5.000 tonnellate di rifiuti tossici, avvertendo però che con ogni evidenza si tratta solo di una stima molto parziale.

[Fonte: Stop the censure - Leggi anche l'articolo originale del Times]

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