Rifiuti pericolosi declassati: 11 arresti, 30 indagati
Undici misure cautelari, di cinque con la custodia in carcere, quattro ai domiciliari e due obblighi di dimora nel comune di residenza sono stati eseguiti dai carabinieri del Noe di Ancona su mandato della Procura della Repubblica di Napoli. L’accusa nei confronti degli indagati è associazione per delinquere, traffico illecito di rifiuti, truffa aggravata, corruzione e accesso abusivo a sistemi informatici. E’ stato eseguito, inoltre, un sequestro preventivo del complesso aziendale della Ecoservice di Corridonia (Macerata) e di una somma di denaro pari a oltre 89mila euro con evasione della cosiddetta ‘ecotassa’. Le indagini hanno consentito di accertare che gli indagati effettuavano, a vario titolo, attività di gestione abusiva di ingenti quantitativi di rifiuti speciali pericolosi, in particolare rifiuti provenienti da bonifiche di siti altamente inquinati, che, attraverso operazioni fittizie effettuate all’interno dell’impianto dell’Ecoservice venivano ‘declassificati’ da pericolosi a non pericolosi e poi smaltiti in siti non autorizzati allo smaltimento finale dei rifiuti. L’indagine – si legge in una nota – è partita dalla verifica di una bonifica di un sito di Casoria, in provincia di Napoli. Si è poi seguito il percorso dei rifiuti prodotti e si è accertato che questi erano stati conferiti presso l’impianto di Corridonia della Ecoservice srl che, sempre secondo le indagini, rappresentava la base di una vera e propria organizzazione. Si parla di centomila tonnellate di rifiuti pericolosi, compresi scarti della raffineria di Gela, fra il 2005 e il 2009 in discariche italiane ed europee, con la copertura di un ufficiale di polizia giudiziaria della Procura di Macerata, sospettato di avere intascato tangenti.
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