San Marino, traffico di rifiuti verso Sud

16 aprile 2010

Delinquente e sorvegliato speciale, ma anche imprenditore, grazie a piu’ prestanomi che “eclissavano” la sua partecipazione in due societa’ sammarinesi, la E.Srl, con sede legale in Consolato, e la Icc Sa di Dogana. E’ il meccanismo scoperto dalle indagini dell’operazione Eclisse, condotte dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Rimini, illustrate oggi alla stampa. Quattordici le persone indagate, quattro gli arresti effettuati martedi’ scorso, perquisizioni da Cesenatico a Crotone per un traffico illecito di rifiuti pericolosi che si dipanava tra la provincia di Rimini, la Repubblica di San Marino e la Calabria. E ancora: le Fiamme gialle hanno sequestrato le quote di quattro societa’, tra cui due sammarinesi e un hotel 4 stelle di Cattolica, piu’ un auto targata Rsm, per un valore complessivo di 5 milioni di euro. Il Comandante provinciale della Gdf di Rimini, Enrico Cecchi, illustra come, incidentalmente, nel corso delle indagini svolte nei confronti di P.G., pregiudicato di origine catanese, sottoposto alla sorveglianza speciale nel riminese, a San Clemente, sia stato accertato il suo collegamento con due societa’ sammarinesi coinvolte nello smaltimento di rifiuti pericolosi a Crotone.

La prima, E. Srl, ha sede legale a Rimini, nel Consolato della Repubblica di San Marino, mentre la seconda, I.c.c. Societa’ anonima, si trova a Dogana. – Le Fiamme gialle riminesi, nel corso delle indagini, intercettazioni telefoniche incluse, hanno rilevato come il sorvegliato speciale, attraverso l’interposizione fittizia di piu’ prestanomi, fosse il dominus delle due societa’. Il catanese infatti non figurava come loro amministratore unico, ma si serviva di due teste di legno per “eclissarsi”. Inoltre, in Italia l’arrestato era anche socio occulto di un’altra persona nell’esercizio dell’attivita’ di mediatore creditizio. “Chi e’ sottoposto a misure di sorveglianza speciale in Italia- spiega il colonnello Cecchi- non puo’ esercitare attivita’ imprenditoriale, non puo’ per esempio richiedere partita Iva, ne’ l’autorizzazione necessaria al Questore”. Bisogna in sintesi rispondere a requisiti specifici, che “non poteva avere l’arrestato”. Per questo, “ha interposto piu’ persone per operare in Italia e a San Marino- prosegue Cecchi- ritenendo che in questo modo la strategia fosse ancora piu’ occultata”. Il colonnello Cecchi spiega poi che in questa prima fase di indagini le Fiamme Gialle non si sono avvalse della collaborazione delle autorita’ sammarinesi, “ma se saranno necessarie ulteriori indagini sull’attivita’ delle due societa’- assicura- saranno avviate le rispettive rogatorie.

[Fonte: Agenzia Dire]

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